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Dormire otto ore e svegliarsi comunque stanchi. Oppure addormentarsi senza difficoltà, ma trascorrere buona parte della notte tra risvegli, cambi di posizione faticosi e difficoltà a riprendere sonno. Per molte persone con malattia di Parkinson, il riposo notturno può diventare un problema tanto significativo quanto i disturbi del movimento.
Il rapporto tra Parkinson e sonno è particolarmente stretto.
Una revisione pubblicata su The Lancet Neurology descrive come la malattia possa alterare diversi meccanismi che regolano il sonno e la veglia, con conseguenze che possono manifestarsi durante la notte e nel corso della giornata.
Le difficoltà possono avere origini differenti: alterazioni neurologiche, rigidità muscolare, sintomi non motori, effetti dei farmaci e altre condizioni associate. Riconoscerle è importante perché non tutti i disturbi richiedono lo stesso intervento.
Perché il Parkinson può alterare il sonno
La malattia di Parkinson è una patologia neurodegenerativa caratterizzata dalla progressiva perdita di neuroni che producono dopamina, un neurotrasmettitore coinvolto nella regolazione del movimento e di numerose altre funzioni cerebrali.
Il sonno dipende però da una rete molto più ampia di circuiti nervosi, nella quale intervengono diversi neurotrasmettitori e strutture cerebrali. Alcuni di questi sistemi possono essere interessati dai processi neurodegenerativi associati alla malattia.
Una revisione pubblicata su Molecular Neurobiology approfondisce proprio questi meccanismi, evidenziando come le alterazioni delle reti neuronali, dei circuiti dei gangli della base e dei ritmi circadiani possano contribuire all'insonnia. I ritmi circadiani sono i processi biologici che regolano, nell'arco delle 24 ore, l'alternanza tra sonno e veglia.
Le difficoltà notturne non dipendono quindi esclusivamente dai sintomi motori. Possono essere una conseguenza diretta delle alterazioni neurologiche della malattia, alle quali si aggiungono altri fattori capaci di compromettere il riposo.
Un aspetto interessante è che alcune alterazioni del sonno possono manifestarsi anni prima dei sintomi motori. Questo accade soprattutto nel disturbo comportamentale del sonno REM, una condizione nella quale vengono meno i normali meccanismi che impediscono al corpo di muoversi durante i sogni.
Non significa che chi presenta questo disturbo svilupperà necessariamente il Parkinson. Tuttavia, quando viene confermato attraverso una valutazione specialistica, può rappresentare un indicatore di aumentato rischio di alcune malattie neurodegenerative.
Insonnia, risvegli e sonnolenza: i disturbi più comuni
Le difficoltà legate al riposo possono assumere forme diverse e, nella stessa persona, manifestarsi contemporaneamente.
Una metanalisi pubblicata su Sleep Medicine Reviews, che ha analizzato i risultati di numerosi studi, ha stimato che il 44% delle persone con Parkinson presenta insonnia, il 35% sonnolenza diurna e il 46% disturbo comportamentale del sonno REM. Si tratta di stime aggregate, che possono variare in funzione delle caratteristiche delle popolazioni studiate e dei criteri utilizzati per identificare i disturbi.
L'insonnia può riguardare l'addormentamento, ma nel Parkinson è particolarmente frequente la difficoltà a mantenere il sonno. I risvegli ripetuti possono dipendere da rigidità, tremore, dolore, necessità di urinare durante la notte oppure da sintomi ansiosi e depressivi.
La frammentazione del sonno è un problema collegato ma distinto. Anche quando il numero complessivo di ore sembra sufficiente, le continue interruzioni possono compromettere la qualità del riposo e contribuire alla stanchezza del giorno successivo.
La sonnolenza diurna eccessiva può manifestarsi con una forte tendenza ad addormentarsi durante attività normalmente svolte da svegli. Non dipende necessariamente soltanto dalla qualità del sonno notturno: possono contribuire anche le alterazioni dei sistemi cerebrali che regolano la vigilanza e gli effetti di alcuni farmaci dopaminergici.
Un'ulteriore manifestazione è il disturbo comportamentale del sonno REM, nel quale la persona può parlare, gridare, agitare le braccia o compiere movimenti mentre sogna. In alcuni casi questi comportamenti possono provocare cadute dal letto o lesioni.
Non ogni difficoltà notturna, inoltre, è necessariamente causata dal Parkinson. Anche le apnee ostruttive del sonno e la sindrome delle gambe senza riposo possono coesistere con la malattia e richiedere accertamenti specifici.
Disturbi motori notturni e ruolo dei farmaci
Durante la notte, le persone con Parkinson possono incontrare difficoltà anche nei movimenti più semplici, come girarsi nel letto, cambiare posizione o alzarsi per andare in bagno. Queste difficoltà sono legate soprattutto alla rigidità muscolare e alla lentezza dei movimenti, definita bradicinesia, due sintomi caratteristici della malattia che possono accentuarsi nelle ore notturne, quando l'effetto dei farmaci tende a diminuire.
Una revisione pubblicata nel 2025 su Expert Review of Neurotherapeutics richiama l'attenzione proprio su questi fenomeni, conosciuti come wearing-off notturno e off del primo mattino: momenti nei quali l'effetto della terapia diminuisce e i sintomi motori possono ripresentarsi o accentuarsi, disturbando il riposo.
Anche i trattamenti utilizzati per controllare i sintomi motori possono influenzare il sonno. Una ricerca pubblicata su Journal of Clinical Sleep Medicine nel 2023 ha esaminato gli effetti di alcuni farmaci e come questi possano avere conseguenze differenti sulla qualità del riposo, sull'insonnia e sulla sonnolenza diurna.
In breve: i risultati affermano che in alcune persone un migliore controllo dei sintomi motori notturni favorisce il sonno. In altre, determinati trattamenti possono contribuire a insonnia, sogni vividi o eccessiva sonnolenza durante il giorno.
Gli effetti dipendono dal farmaco, dalla dose, dall'orario di somministrazione e dalla risposta individuale.
Per questo motivo, modificare autonomamente la terapia non è consigliabile.
La valutazione del neurologo permette di verificare se esista una relazione tra i sintomi e gli orari di assunzione, considerando anche le altre condizioni cliniche.
Come migliorare il riposo e quando rivolgersi al medico
Affrontare i disturbi del sonno nel Parkinson richiede innanzitutto di identificarne le cause. Non esiste un'unica soluzione adatta a tutte le persone.
Un primo passo può essere tenere un diario del sonno, annotando orari di addormentamento, risvegli, sintomi notturni, sonnolenza diurna e assunzione dei farmaci. Anche le osservazioni di un familiare possono essere utili, soprattutto quando sono presenti movimenti o comportamenti anomali durante i sogni.
Alcune abitudini possono contribuire a migliorare il riposo: mantenere orari regolari, esporsi alla luce naturale durante il giorno, svolgere attività fisica compatibile con le proprie condizioni ed evitare caffeina nelle ore serali.
Quando prevale un'insonnia persistente, può essere presa in considerazione anche la terapia cognitivo-comportamentale per l'insonnia (CBT-I), adattata alle esigenze della persona.
In presenza di comportamenti motori durante il sonno REM, è importante rendere sicuro l'ambiente, eliminando oggetti potenzialmente pericolosi vicino al letto.
Per quanto riguarda le terapie farmacologiche una ricerca ha analizzato 23 studi clinici, rilevando benefici di alcuni trattamenti sull'insonnia e sulla sonnolenza diurna. I risultati sono invece meno conclusivi per il disturbo comportamentale del sonno REM. Gli autori sottolineano inoltre che la certezza delle evidenze disponibili varia da molto bassa a moderata, rendendo necessarie ulteriori ricerche.
Se i sintomi dell’insonnia persistono, il neurologo può proporre una valutazione presso un centro di medicina del sonno. In alcuni casi può essere indicata la polisonnografia, un esame che registra diversi parametri fisiologici durante il riposo e permette di identificare specifiche alterazioni.
Conclusioni
I disturbi del sonno rappresentano una componente importante, ma talvolta sottovalutata, della malattia di Parkinson. Possono dipendere direttamente dalle alterazioni neurologiche, dai sintomi motori notturni, dai farmaci oppure da condizioni concomitanti.
Le ricerche più recenti confermano che si tratta di manifestazioni frequenti, differenti tra loro e capaci di incidere significativamente sulla qualità della vita. Mostrano anche come le possibilità di intervento siano diverse a seconda del disturbo e delle caratteristiche della persona.
Migliorare il riposo significa quindi andare oltre il semplice numero di ore dormite. Identificare il problema specifico, valutarne le conseguenze durante il giorno e discuterne con il medico può contribuire a migliorare il benessere della persona e di chi se ne prende cura.
Non è necessario considerare le notti difficili come una conseguenza inevitabile della malattia: molti problemi possono essere affrontati attraverso interventi mirati e un percorso di cura personalizzato.
Approfondimenti
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Referenze
Parkinson's Disease, National Institutes of Health (NIH)
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Price, R.J., Fisher, D.G., Suk, J.S., Hanes, J., Ko, H.S. and Kordower, J.H. (2019), Parkinson's disease gene therapy: Will focused ultrasound and nanovectors be the next frontier? Mov Disord, 34
Iranzo A, Cochen De Cock V, Fantini M et al., Sleep and sleep disorders in people with Parkinson's disease, The Lancet Neurology, 2024;
Sleep and wakefulness disturbances in Parkinson's disease: A meta-analysis on prevalence and clinical aspects of REM sleep behavior disorder, excessive daytime sleepiness and insomnia. Sleep Medicine Reviews, 2023
Duan X, et al. Insomnia in Parkinson's Disease: Causes, Consequences, and Therapeutic Approaches. Molecular Neurobiology, 2025
Scanga A, Lafontaine A-L, Kaminska M. An overview of the effects of levodopa and dopaminergic agonists on sleep disorders in Parkinson's disease. Journal of Clinical Sleep Medicine, 2023
Suzuki K, Fujita H, Kobayashi S. Managing sleep issues in Parkinson's disease: an up-to-date review. Expert Review of Neurotherapeutics, 2025
Sleep disorders in Parkinson's disease: evaluating pharmacological treatments through systematic review and meta-analysis. BMC Neurology, 2025.
Altre fonti consultate
Study Shows Multiple Sleep Problems Are Common in Early Parkinson's - Parkinson's Foundation, 2025
How to Address Sleep Disorders in Parkinson’s for Sounder Slumber - Parkinson's Foundation, 2025
Expert Tips on How to Get Good Sleep with Parkinson's - Parkinson's Foundation, 2024
Sleep Disorders & Problems - Parkinson's Foundation
Understanding Sleep Problems in Parkinson's - Parkinson's Foundation
Parkinson: un “cervello in scatola” che dorme e si sveglia ci aiuterà a capirlo - Wired Italia, 2022
Parkinson’s Disease and Sleep - Sleep Foundation, 2025
Expert Tips on How to Get Good Sleep with Parkinson's - Parkinson's Foundation, 2024
Understanding Sleep Problems in Parkinson's - Parkinson's Foundation
Sleep Disorders & Problems - Parkinson's Foundation
FAQ Parkinson - Fondazione LIMPE per il Parkinson
Tutto sul Parkinson - Fondazione LIMPE per il Parkinson