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Una donna può continuare a provare attrazione per il partner, ma accorgersi che il corpo impiega più tempo a rispondere. Un’altra può non avere dolore, ma sentire meno interesse per l’attività sessuale. Un’altra ancora può evitare l’intimità perché teme bruciore o fastidio durante la penetrazione.
Sono situazioni diverse, anche se spesso vengono riassunte con un generico «non ho più voglia». La più recente letteratura invita invece a osservare separatamente desiderio, eccitazione e lubrificazione, orgasmo, soddisfazione e dolore. Una ricerca del 2025 sottolinea inoltre che i cambiamenti sessuali della menopausa derivano dall’interazione tra fattori biologici, psicologici, relazionali e sociali, non dal solo andamento degli ormoni.
Desiderio: gli ormoni contano, ma non spiegano tutto
Durante la transizione menopausale diminuiscono gli estrogeni e si modificano anche i livelli degli androgeni, ormoni che partecipano, insieme a molti altri fattori, alla regolazione dell’interesse sessuale. Questo non significa però che esista una relazione automatica tra valore ormonale e desiderio.
Come ben spiegato in un articolo dell’International Society for the Study of Women’s Sexual Health, la sessualità in menopausa può risentire di vampate, stanchezza, sonno frammentato, cambiamenti dell’immagine corporea, stress, problemi di salute e qualità della relazione. Anche alcuni medicinali, come determinati antidepressivi, possono influire sull’interesse, sull’eccitazione o sulla possibilità di raggiungere l’orgasmo. Una valutazione corretta deve quindi considerare la storia complessiva della persona.
È inoltre utile distinguere il desiderio spontaneo da quello responsivo.
Il primo compare prima del contatto erotico; il secondo può emergere gradualmente dopo un momento di vicinanza, una carezza o una stimolazione piacevole.
Non avvertire frequentemente un impulso spontaneo non significa quindi avere necessariamente un disturbo.
Il problema merita una valutazione specifica quando la riduzione del desiderio è persistente, provoca disagio personale e non è spiegata principalmente da dolore, condizioni mediche, farmaci o difficoltà relazionali.
In alcuni casi selezionati si parla di disturbo del desiderio sessuale ipoattivo.
Dopo una valutazione biopsicosociale, lo specialista può considerare anche trattamenti farmacologici o, per alcune donne in postmenopausa, testosterone transdermico sotto controllo medico. Le linee guida ISSWSH sull’uso del testosterone raccomandano una selezione accurata dei casi da trattare, attenzione nei dosaggi e monitoraggio clinico, evitando sempre il ricorso autonomo a preparazioni ormonali.
Lubrificazione e comfort: riconoscere la sindrome genitourinaria
La riduzione degli estrogeni può rendere i tessuti della vulva e della vagina più sottili, meno elastici e meno capaci di produrre lubrificazione. Possono comparire secchezza, bruciore, irritazione, piccole perdite di sangue dopo i rapporti e dolore alla penetrazione. Talvolta si associano urgenza urinaria, fastidio durante la minzione o infezioni urinarie ricorrenti.
Questo insieme di manifestazioni prende il nome di sindrome genitourinaria della menopausa. Secondo un documento della North American Menopause Society, almeno un sintomo può interessare una quota consistente delle donne dopo la menopausa. Ciò non significa automaticamente di essere in presenza della sindrome. Anche perché, a differenza di vampate e sudorazioni (che spesso diminuiscono con il tempo) i disturbi genitourinari possono persistere o peggiorare se non vengono riconosciuti.
Nei disturbi lievi, invece, possono essere utili lubrificanti durante i rapporti e idratanti vaginali utilizzati con regolarità. Attenzione: i due rimedi non sono la stessa cosa: il lubrificante riduce temporaneamente l’attrito, mentre l’idratante mira a mantenere più a lungo l’idratazione dei tessuti.
Un piccolo studio del 2024 ha rilevato miglioramenti sia con acido ialuronico vaginale sia con estrogeno locale, pur avendo, la ricerca, dimensioni insufficienti per stabilire l’equivalenza definitiva dei due trattamenti.
Quando secchezza e dolore sono moderati o intensi, il ginecologo può valutare estrogeni vaginali a basso dosaggio, prasterone vaginale o altre terapie indicate per la singola paziente. Le linee guida sulla sindrome genitourinaria da menopausa raccomandano di discutere faramci locali come opzione per secchezza, irritazione e dolore. In presenza di precedenti tumori sensibili agli ormoni, la decisione deve essere condivisa anche con l’oncologo.
Risposta del corpo: eccitazione, orgasmo e circolo del dolore
Anche quando il desiderio è presente, la risposta fisica può essere meno rapida.
La congestione dei tessuti genitali e la lubrificazione possono richiedere più tempo; la stimolazione che in passato era sufficiente potrebbe non esserlo più e l’orgasmo può risultare meno intenso, più lento o semplicemente diverso.
Questo cambiamento non indica necessariamente una perdita irreversibile della funzione sessuale. Può essere utile concedere più tempo all’eccitazione, ampliare le forme di contatto e non considerare la penetrazione come l’unico obiettivo dell’incontro. La comunicazione con il partner permette di evitare che tempi più lunghi o risposte differenti vengano interpretati come mancanza di attrazione.
Il dolore, invece, non dovrebbe essere sopportato né affrontato forzando la penetrazione. L’aspettativa del fastidio può provocare una contrazione involontaria dei muscoli del pavimento pelvico, aumentando ulteriormente il dolore. In presenza di tensione muscolare, dolore localizzato o difficoltà alla penetrazione, può essere indicata una valutazione fisioterapica specialistica.
Uno studio del 2025 suggerisce che l’allenamento del pavimento pelvico possa migliorare alcuni aspetti della funzione sessuale nelle donne in postmenopausa, anche se l’elevata variabilità degli studi richiede prudenza nell’interpretazione dei risultati.
Laser vaginali, radiofrequenza e altri dispositivi vengono talvolta proposti come trattamenti innovativi. Lo stesso studio del 2025 rileva però che le evidenze su efficacia e sicurezza a lungo termine di tali trattamenti non sono ancora sufficienti per considerarli terapie di routine.
Come parlarne con il ginecologo
Per iniziare la conversazione non servono termini tecnici. Si può dire, per esempio: «Da qualche mese provo dolore durante i rapporti», «Il desiderio è diminuito e la situazione mi preoccupa» oppure «Mi sento coinvolta, ma il corpo non risponde come prima».
È utile precisare quando è iniziato il problema, se riguarda desiderio, lubrificazione, orgasmo o dolore, dove viene percepito il fastidio e se sono presenti disturbi urinari. Il medico dovrebbe inoltre conoscere farmaci assunti, interventi ginecologici, eventuali terapie oncologiche e prodotti già provati.
La visita può comprendere un colloquio riservato e, quando necessario, un esame ginecologico per escludere infezioni, alterazioni dermatologiche, problemi del pavimento pelvico o altre cause di dolore. Non sempre servono esami ormonali: la loro utilità dipende dalla storia clinica e dal tipo di disturbo.
Conclusioni
La sessualità in menopausa non cambia nello stesso modo per tutte le donne. Il desiderio può diminuire, restare stabile o assumere una forma più responsiva; la lubrificazione può ridursi e la risposta fisica richiedere più tempo. Se compaiono secchezza, dolore o difficoltà persistenti, esistono interventi locali, ormonali, riabilitativi e psicosessuali da scegliere in modo personalizzato.
Parlarne con il ginecologo non significa trasformare ogni cambiamento in una malattia. Significa riconoscere che il benessere sessuale fa parte della salute e che dolore, disagio o perdita di soddisfazione non devono essere accettati in silenzio.
Referenze
Pope R. Sexual Function Through Menopause: A Review of Basic Evaluation and Treatment. BJOG. 2025 Oct
Parish SJ, Hahn SR, Goldstein SW, Giraldi A, Kingsberg SA, Larkin L, Minkin MJ, Brown V, Christiansen K, Hartzell-Cushanick R, Kelly-Jones A, Rullo J, Sadovsky R, Faubion SS. The International Society for the Study of Women's Sexual Health Process of Care for the Identification of Sexual Concerns and Problems in Women. Mayo Clin Proc. 2019 May
Parish SJ, Simon JA, Davis SR, Giraldi A, Goldstein I, Goldstein SW, Kim NN, Kingsberg SA, Morgentaler A, Nappi RE, Park K, Stuenkel CA, Traish AM, Vignozzi L. International Society for the Study of Women's Sexual Health Clinical Practice Guideline for the Use of Systemic Testosterone for Hypoactive Sexual Desire Disorder in Women. J Womens Health (Larchmt). 2021 Apr
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Kaufman MR, Ackerman AL, Amin KA, Coffey M, Danan E, Faubion SS, Hardart A, Goldstein I, Ippolito GM, Northington GM, Powell CR, Rubin RS, Westney OL, Wilson TS, Lee UJ. The AUA/SUFU/AUGS Guideline on Genitourinary Syndrome of Menopause. J Urol. 2025 Sep
García-Laria R, Alonso-Calvete A, Justo-Cousiño L, Da Cuña-Carrera I, Soto-González M. Effects of pelvic floor muscle training on sexual function of postmenopausal women. A systematic review and meta-analysis. Sex Med. 2025 Sep
Altre fonti consultate
Menopausa — Ministero della Salute
Menopausa: disturbi e cure — ISSalute
Atrofia vaginale: cos’è, quali sono le cause, come curarla — ISSalute
La menopausa spiegata bene: cause, rimedi e terapie — Policlinico di Milano
Dispareunia in menopausa: cosa fare? — Fondazione Umberto Veronesi
Sexual Health — The Menopause Society
Menopause and Sexual Health — Mayo Clinic
Female Sexual Dysfunction: Symptoms and Causes — Mayo Clinic
Your Sexual Health — American College of Obstetricians and Gynecologists