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Per persone affette da Parkinson, durante una visita neurologica, è abbastanza comune parlare di tremore, rigidità, equilibrio, sonno o risposta ai farmaci.
Più raramente il paziente racconta che non riesce più ad abbracciare il partner con la stessa spontaneità, che teme di non riuscire a cambiare posizione o che il desiderio sembra essersi spento.
Eppure, la sessualità fa parte della qualità di vita. E non si limita semplicemente all’atto sessuale. Comprende desiderio, contatto fisico, piacere, percezione del proprio corpo, comunicazione e vicinanza emotiva.
Una ricerca pubblicata nel 2023 ha rilevato che le disfunzioni sessuali sono più frequenti nelle persone con Parkinson rispetto alla popolazione generale. Le manifestazioni possono tuttavia essere molto diverse: riduzione del desiderio, difficoltà di eccitazione, problemi di erezione o lubrificazione, alterazioni dell’orgasmo oppure, in alcuni casi, aumento incontrollato dell’interesse sessuale.
Rigidità, tremore e lentezza cambiano il modo di vivere l’intimità
I sintomi motori non eliminano necessariamente il desiderio, ma possono rendere più complesso trasformarlo in un’esperienza soddisfacente. La rigidità limita la libertà dei movimenti e può rendere scomode alcune posizioni. La bradicinesia, cioè la lentezza nell’iniziare e nel completare un gesto, può ridurre la spontaneità e generare paura di deludere il partner.
Il tremore può diventare più evidente nei momenti di emozione o tensione. Le discinesie, quando presenti, possono provocare movimenti involontari, mentre i problemi di equilibrio aumentano la necessità di sentirsi sostenuti e al sicuro. Anche la difficoltà nel girarsi nel letto o nel mantenere una posizione può interferire con il piacere.
Uno studio del 2024 condotto su 80 uomini con Parkinson ha osservato che, nel campione esaminato, le difficoltà motorie nelle attività quotidiane erano tra i principali fattori associati alla funzione sessuale nel breve periodo e alla disfunzione erettile. La ricerca non permette di generalizzare il risultato a tutte le persone, ma mostra quanto la salute sessuale dipenda anche dalla concreta capacità di muoversi.
Possono inoltre esserci oscillazioni nel corso della giornata.
Durante una fase “off”, quando l’effetto dei farmaci diminuisce, rigidità e lentezza possono aumentare. Programmare un momento di intimità durante una fase “on” più favorevole non significa renderlo artificiale: può essere un adattamento simile a quello utilizzato per uscire, fare attività fisica o svolgere altre attività importanti.
Fatica, dolore, sonno e umore possono pesare più del tremore
La sessualità può cambiare anche quando i sintomi motori sono relativamente controllati. La fatica riduce l’energia disponibile e può far percepire il rapporto come troppo impegnativo. Dolore muscolare, crampi e rigidità notturna possono ostacolare il rilassamento. I disturbi del sonno, inoltre, influenzano energia, umore e disponibilità al contatto.
Depressione, ansia e apatia possono ridurre il desiderio o la capacità di provare piacere. In altri casi il desiderio rimane presente, ma la persona evita l’intimità perché non riconosce più il proprio corpo, teme l’insuccesso o si sente diventata soltanto “paziente” agli occhi del partner.
Nel già citato studio sugli uomini, i sintomi depressivi risultavano associati soprattutto alla salute sessuale nel lungo periodo. Una ricerca pubblicata nel 2025 su 100 donne sessualmente attive con Parkinson ha invece indicato la qualità del sonno e della relazione di coppia come possibili aree sulle quali intervenire. Nel campione studiato non sono emerse associazioni significative con età, menopausa o dosaggio giornaliero complessivo dei farmaci.
Farmaci: possibili benefici, ma anche comportamenti da riconoscere
La terapia dopaminergica può migliorare mobilità, energia e iniziativa, favorendo indirettamente la vita intima. In alcune persone, però, soprattutto con determinati dopamino-agonisti, può comparire un disturbo del controllo degli impulsi.
L’ipersessualità non è semplicemente un desiderio più intenso. Può manifestarsi come ricerca compulsiva di rapporti, pornografia, masturbazione o contatti sessuali, con comportamenti insistenti, rischiosi o estranei alla personalità precedente.
Una revisione sui disturbi del controllo degli impulsi conferma la relazione con le terapie dopaminergiche e la necessità di una valutazione specialistica.
Un cambiamento improvviso del comportamento va riferito al neurologo anche quando provoca vergogna o conflitti nella coppia. Non è una colpa morale e non dovrebbe essere gestito interrompendo autonomamente il farmaco: una riduzione brusca può provocare sintomi da sospensione e un peggioramento delle condizioni cliniche.
Anche gli altri medicinali assunti, compresi alcuni trattamenti per depressione, pressione arteriosa o disturbi urinari, devono essere considerati nella valutazione complessiva.
Adattamenti pratici per ritrovare vicinanza e piacere
Non esiste una soluzione uguale per tutti. Alcuni accorgimenti possono però ridurre la fatica e restituire serenità:
- scegliere il momento della giornata in cui i farmaci controllano meglio i sintomi;
- evitare i periodi di maggiore stanchezza o dolore;
- utilizzare cuscini, appoggi e posizioni laterali o sedute che richiedano meno equilibrio;
- procedere con tempi più lunghi, senza considerare la rapidità una misura del coinvolgimento;
- utilizzare lubrificanti o idratanti vaginali quando indicati;
- ampliare l’intimità a carezze, massaggi, abbracci e altre forme di piacere non necessariamente penetrative.
In presenza di disfunzione erettile possono essere valutati trattamenti specifici.
Uno studio sull’impiego del sildenafil ha mostrato un possibile miglioramento della funzione erettile. La prescrizione richiede tuttavia una valutazione medica, soprattutto in presenza di pressione bassa, ipotensione ortostatica, malattie cardiovascolari o terapie potenzialmente incompatibili.
Il confronto con il partner è altrettanto rilevante.
Una sintesi basata su 19 diversi studi evidenzia che il Parkinson può modificare ruoli, reciprocità e comunicazione all’interno della coppia. Parlare di desideri, timori e limiti aiuta a evitare che un rifiuto venga interpretato come perdita di affetto.
Il neurologo può verificare il rapporto tra sintomi e terapia e, quando necessario, coinvolgere urologo, ginecologo, psicologo, sessuologo clinico o fisioterapista specializzato.
Conclusioni
Parkinson e sessualità si incontrano su più livelli. Tremore, rigidità e lentezza possono limitare il movimento, mentre fatica, dolore, insonnia, depressione e cambiamenti della relazione possono influire sul desiderio e sul piacere.
La vita intima non deve però essere considerata un tema secondario né un capitolo inevitabilmente chiuso. Individuare i sintomi coinvolti, adattare tempi e modalità e parlarne con il partner e con il team di cura permette di costruire soluzioni rispettose della persona e della coppia.
Approfondimenti
Sessualità in menopausa: cosa cambia tra desiderio, comfort e risposta del corpo
Referenze
Vafaeimastanabad M, Salemi MH, Jodki T, Sabri V, Talab EK, Babaei FN, Manesh SE, Emami D. Sexual dysfunction among patients with Parkinson's disease: A systematic review and meta-analysis. J Clin Neurosci. 2023 Nov
Souza BRA, Nóbrega KCC, Silva BEAD, Gonçalves RA, Martins TS, Santos GF, Frazão AH, Roque AC, Nascimento IAPDS, Piemonte MEP. The Impact of Motor, Non-Motor, and Social Aspects on the Sexual Health of Men Living with Parkinson's Disease. J Parkinsons Dis. 2024
Nóbrega KCC, Nascimento IAPDS, Souza BRA, Gonçalves RA, Martins TS, Santos GF, Silva BEAD, Helene Frazão A, Roque AC, Savica R, Pimentel Piemonte ME. The impact of motor, non-motor, and social aspects on the sexual health of women living with Parkinson's disease. J Parkinsons Dis. 2025 Mar
Marques A, Lewis S. Impulse control disorders in Parkinson's disease: What's new? J Neurol. 2025 Jan
Bernard BA, Metman LV, Levine L, Ouyang B, Leurgans S, Goetz CG. Sildenafil in the Treatment of Erectile Dysfunction in Parkinson's Disease. Mov Disord Clin Pract. 2016 Nov
Glover L, Dixon C, Kobylecki C, Eccles FJR. Parkinson's and the couple relationship: a qualitative meta-synthesis. Aging Ment Health. 2023 Nov
Altre fonti consultate
I disturbi della sessualità nella malattia di Parkinson – Parkinson.it
La sessualità nel Parkinson: cosa c’è da sapere – Parkinson.it
Il sistema nervoso autonomo nel Parkinson – Parkinson.it
Controllo degli impulsi, sessualità e malattia di Parkinson – Parkinson Svizzera
Sex and Parkinson’s – Parkinson’s UK
Sexual Health – Parkinson’s Foundation
Intimacy and PD – Parkinson’s Foundation
Questions on Sex, Intimacy and Parkinson’s Disease – American Parkinson Disease Association
How Parkinson’s Can Affect Relationships – American Parkinson Disease Association
Impulse control behaviours – Parkinson’s UK
Being in a relationship – Parkinson’s UK
Support and counselling for relationships – Parkinson’s UK