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Emicrania e adolescenza: perché vale la pena ascoltare fino in fondo la registrazione di questo webinar

Oggi presentiamo la registrazione di un webinar dedicato all’emicrania pensato soprattutto per ragazze e ragazzi. A guidare il confronto sono Alessandra Sorrentino, presidente di Alleanza Cefalalgici, Simona Guerzoni, responsabile del Centro Cefalee del Policlinico di Modena, e Alberto Doretti, responsabile del Centro Cefalee dell’Istituto Auxologico Italiano. Tre voci diverse, ma profondamente complementari, perché accanto alla competenza clinica portano anche una conoscenza diretta e vissuta della malattia.
06/05/2026

Se dovessi portare con me una sola idea emersa da questo webinar, sarebbe questa: trovare le parole giuste per raccontare il proprio disagio non è mai semplice, e l’emicrania può far sentire ancora più soli e incompresi.  

Il valore di questo incontro sta proprio qui: nel ricordare con chiarezza che quel dolore è reale, non va banalizzato e merita di essere riconosciuto e ascoltato. Perché ci sono dolori che si spiegano facilmente. E poi ce ne sono altri che, anche quando sono forti, fanno fatica a essere creduti. L’emicrania è uno di questi.  

Da fuori spesso non si vede nulla, ma dentro può esserci una tempesta capace di fermare tutto: lo studio, la concentrazione, le uscite, il sonno, la voglia di stare con gli altri. E, infatti, uno dei temi che attraversano tutto il confronto è proprio quello dell’invisibilità. L’emicrania viene definita una patologia invisibile, ed è un’espressione che dice già moltissimo. Invisibile, infatti, non significa lieve o trascurabile. Significa che chi guarda da fuori spesso non riesce a immaginare davvero quello che una persona sta vivendo.

Non vede il fastidio per la luce, la nausea, la stanchezza, il bisogno di buio e silenzio, la fatica di restare dentro una giornata che continua comunque a chiedere presenza, attenzione, energia. E così succede che questo dolore venga ridotto, banalizzato, confuso con un semplice mal di testa.  

Questa chiacchierata a tre voci ha il merito di rimettere le cose al loro posto, con chiarezza e senza toni eccessivi: l’emicrania è una condizione reale, può avere un impatto molto forte e non dovrebbe mai essere trattata con superficialità.

Molto interessante è anche il passaggio dedicato ai trigger, cioè ai fattori che possono favorire l’arrivo di un attacco. Se ne parla spesso, a volte anche troppo, quasi come se bastasse evitarli tutti per stare bene. L’incontro, invece, restituisce una visione più equilibrata e più matura. Conoscere i propri trigger è utile, certo.  

Stress, ansia, sforzi mal calibrati, luce intensa o altri fattori possono avere un ruolo. Ma questa ricerca non deve trasformarsi in una gabbia. Il punto non è vivere in uno stato di allerta continua, ma imparare a conoscersi meglio, senza lasciare che la paura restringa sempre di più la vita.

Quando poi si entra nel tema della scuola, il webinar diventa ancora più concreto.  
La scuola non è fatta solo di lezioni e compiti: è pressione, confronto, aspettative, relazioni, giornate da affrontare anche quando si sta male. In questo contesto, l’emicrania può diventare un ostacolo molto pesante da gestire.  

Ma c’è un passaggio particolarmente importante: non basta spiegare ai ragazzi come affrontarla, bisogna anche aiutare gli adulti a riconoscerla. Insegnanti, famiglie e figure educative dovrebbero essere messi nelle condizioni di comprendere che non si tratta di una scusa, né di una forma di debolezza o di pigrizia. Ed è anche per questo che guardare questo video risulta utile non solo a chi soffre di emicrania, ma anche a chi vive accanto a chi ne soffre e spesso non sa bene come comportarsi.

C’è poi tutta la parte dedicata agli strumenti pratici, come il diario dell’emicrania.  
Il tema viene affrontato con sincerità, senza fingere che sia semplice. Tenere traccia degli attacchi, della loro frequenza e delle circostanze in cui compaiono può sembrare pesante, soprattutto quando la malattia occupa già tanto spazio mentale. Eppure resta uno strumento prezioso, perché aiuta a mettere ordine, a capire meglio cosa succede e a offrire al medico informazioni utili per orientare il percorso. L’idea che oggi tutto questo possa essere facilitato da app e strumenti digitali lo rende ancora più vicino alle abitudini delle nuove generazioni.

Forse, però, l’aspetto più bello della chiacchierata sta nel suo equilibrio.  
Non indulge nella lamentazione, ma non minimizza. Non promette soluzioni facili, ma non consegna nemmeno chi ascolta alla rassegnazione. Racconta una verità semplice e importante: convivere con l’emicrania può essere difficile, ma oggi esistono più strumenti per gestirla rispetto al passato. Non si parla di una guarigione semplice o definitiva, ma della possibilità concreta di controllare meglio la malattia, costruendo percorsi personalizzati, realistici e adattabili nel tempo.  

Ed è forse proprio questo che rende questo video così utile: non offre solo informazioni, ma anche una forma di sollievo. Ascoltandolo si ha la sensazione che qualcuno stia finalmente mettendo in parole qualcosa che spesso resta confuso, isolato, difficile da condividere.  

Per un ragazzo o una ragazza può voler dire sentirsi meno soli.  

Per un genitore, capire meglio senza invadere.  

Per un insegnante, imparare a guardare con più attenzione.  

Per tutti, può essere un promemoria prezioso: chiedere aiuto non è un segno di debolezza e stare meglio, passo dopo passo, è davvero possibile. 

Orion Pharma

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