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Asma stagionale: pollini, temporali e cambi di stagione, come prepararsi in anticipo

L’asma stagionale non dipende solo dai pollini: temporali, sbalzi di temperatura, muffe, inquinamento e infezioni respiratorie possono rendere i bronchi più reattivi. Prepararsi in anticipo significa riconoscere i segnali, aggiornare il piano terapeutico con il medico, controllare rinite e allergie, monitorare qualità dell’aria e sapere quando ridurre l’esposizione.
04/05/2026
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Questo articolo è stato redatto a scopo informativo. Le informazioni contenute in questa pagina non intendono sostituire un parere medico. I professionisti del settore sanitario che lo desiderano possono fare clic qui per accedere ai contenuti Orion dedicati all'aggiornamento scientifico. 

C’è chi se ne accorge sempre nello stesso periodo: prima qualche starnuto, poi il naso chiuso, la tosse al mattino, un leggero fischio quando respira, magari la necessità di usare più spesso il farmaco di sollievo. “È solo allergia”, si tende a pensare. E invece, in alcune persone, l’arrivo dei pollini o il cambio di stagione può riaccendere l’infiammazione bronchiale e trasformarsi in un peggioramento dell’asma.

Non è una percezione isolata. I dati più recenti del Lancet Countdown segnalano che il cambiamento climatico sta modificando anche la durata dell’esposizione ai pollini: in Europa la stagione pollinica si è allungata di circa una-due settimane rispetto agli anni Novanta, aumentando il tempo di esposizione per le persone con rinite allergica e asma.  

Parlare di asma stagionale, quindi, non significa descrivere una forma “leggera” o secondaria di asma, ma un modo con cui la malattia può manifestarsi o peggiorare in momenti prevedibili dell’anno. La buona notizia è proprio questa: se il rischio è in parte prevedibile, ci si può preparare. 

Perché l’asma stagionale peggiora in certi periodi dell’anno

L’asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie respiratorie. Nei periodi di maggiore esposizione ad allergeni o irritanti, i bronchi possono diventare più sensibili: si restringono più facilmente, producono più muco e reagiscono con tosse, respiro sibilante, senso di costrizione toracica o difficoltà respiratoria.

Nel caso dell’asma stagionale, i protagonisti più noti sono i pollini: graminacee, betulla, cipresso, olivo, parietaria, ambrosia, a seconda dell’area geografica e del periodo dell’anno. Ma non sono gli unici fattori. In primavera e in autunno possono aumentare anche le muffe, cambiano temperatura e umidità, si passa più spesso da ambienti interni ad ambienti esterni e circolano virus respiratori che possono irritare ulteriormente le vie aeree.

Un altro elemento spesso sottovalutato è la rinite allergica.  

Naso e bronchi non sono compartimenti separati: fanno parte dello stesso apparato respiratorio. Quando la rinite è mal controllata, con naso chiuso, gocciolamento retronasale e infiammazione persistente, anche l’asma può diventare più instabile. Le linee guida ARIA-EAACI 2024-2025 sottolineano proprio la necessità di considerare la variabilità dei sintomi allergici e il legame tra rinite allergica e asma nella scelta dei trattamenti.  

Per questo è importante osservare i segnali precoci: risvegli notturni, tosse al mattino, riduzione della tolleranza allo sforzo, bisogno più frequente del farmaco al bisogno, difficoltà a parlare durante una crisi o sensazione che “l’aria non entri bene”. Sono campanelli d’allarme da non archiviare come semplice fastidio stagionale.

Pollini, temporali e cambi di stagione: cosa succede ai bronchi

I pollini sono particelle relativamente grandi, ma in alcune condizioni atmosferiche possono diventare più problematici. Il cosiddetto thunderstorm asthma, o asma da temporale, è un fenomeno descritto soprattutto quando un temporale si verifica durante una stagione pollinica intensa.  

Correnti d’aria, umidità e variazioni di pressione possono favorire la rottura dei granuli pollinici in frammenti più piccoli, capaci di penetrare più profondamente nelle vie respiratorie. Review scientifiche sul tema descrivono questo fenomeno come possibile causa di riacutizzazioni anche importanti, soprattutto in persone allergiche ai pollini e con asma non diagnosticata o non ben controllata.  

Questo non significa che ogni temporale sia pericoloso. Il rischio aumenta quando coincidono più fattori: alta concentrazione di pollini, vento forte, temporale in arrivo, umidità elevata, allergia respiratoria e controllo non ottimale dell’asma. In quelle giornate, per chi è sensibile, può essere prudente chiudere le finestre, evitare attività fisica all’aperto nelle ore più esposte e seguire il piano terapeutico concordato con il medico.

Anche i cambi di stagione meritano attenzione

Il passaggio dal freddo al caldo, o viceversa, può irritare le vie respiratorie; l’aria fredda e secca può favorire broncospasmo; l’umidità può aumentare la presenza di muffe; l’inquinamento può amplificare l’effetto degli allergeni. Una revisione pubblicata sull’European Respiratory Review ha osservato che gli eventi meteorologici estremi sono associati a un aumento del rischio di riacutizzazioni asmatiche, confermando quanto ambiente e salute respiratoria siano strettamente collegati.  
La prevenzione, quindi, non coincide con il restare chiusi in casa per mesi. Significa conoscere il proprio profilo di rischio e usare meglio le informazioni disponibili: bollettini pollinici, previsioni meteo, qualità dell’aria, sintomi personali e indicazioni del medico. 

Prepararsi in anticipo: piano d’azione, farmaci e abitudini utili

La preparazione dovrebbe iniziare prima del picco stagionale, non quando i sintomi sono già intensi. Per chi sa di peggiorare in primavera o in autunno, una visita di controllo alcune settimane prima può aiutare a verificare diagnosi, aderenza alla terapia, tecnica inalatoria e necessità di modificare il trattamento.

Le raccomandazioni GINA 2025 insistono su alcuni punti molto concreti: monitorare sintomi e, quando indicato, picco di flusso espiratorio; avere un piano d’azione scritto; rivalutare regolarmente l’asma; utilizzare terapie che includano corticosteroidi inalatori, perché riducono il rischio di riacutizzazioni. Per adulti e adolescenti, GINA indica anche che l’approccio con ICS-formoterolo come farmaco di sollievo, quando appropriato, riduce il rischio di riacutizzazioni severe rispetto a strategie basate solo sul broncodilatatore rapido tradizionale.

Il punto pratico è semplice: non bisogna cambiare terapia da soli, ma arrivare preparati al colloquio con il medico. Può essere utile annotare: quando compaiono i sintomi, quante volte si usa il farmaco al bisogno, se ci sono risvegli notturni, se l’attività fisica è limitata, se i disturbi coincidono con giornate ventose, temporali o picchi pollinici.

Anche il trattamento della componente allergica può fare la differenza. Spray nasali corticosteroidei, antistaminici, lavaggi nasali, terapia inalatoria per l’asma e, in pazienti selezionati, immunoterapia allergene-specifica possono rientrare in un percorso personalizzato. Le evidenze sull’immunoterapia indicano un potenziale ruolo modificante della malattia nelle allergie respiratorie e nell’asma allergico, ma la scelta richiede valutazione specialistica, allergeni ben identificati e controllo adeguato dell’asma.  

Sul piano quotidiano, alcune misure aiutano: arieggiare casa nelle ore con minore concentrazione pollinica, lavare capelli e viso dopo lunghe permanenze all’aperto, evitare di stendere lenzuola fuori nei giorni di picco, usare occhiali da sole nelle giornate ventose, controllare filtri di climatizzazione, ridurre esposizione a fumo e irritanti domestici. Nessuna di queste azioni sostituisce la terapia, ma può abbassare il “carico” irritativo sui bronchi.

Conclusione

L’asma stagionale va presa sul serio perché, nonostante sia spesso prevedibile, non sempre è innocua. Pollini, temporali, muffe, sbalzi di temperatura e inquinamento possono sommarsi e rendere i bronchi più reattivi proprio nei momenti di passaggio tra una stagione e l’altra.

Prepararsi in anticipo significa non aspettare la crisi: riconoscere i propri segnali, controllare anche la rinite allergica, seguire i bollettini pollinici e meteo, verificare con il medico il piano terapeutico e avere istruzioni scritte su cosa fare se i sintomi peggiorano. L’obiettivo non è vivere la stagione con paura, ma con più consapevolezza: respirare meglio, dormire meglio e ridurre il rischio che un disturbo prevedibile diventi un’urgenza.

 

 

 

Approfondimenti

Asma e sonno: perché i sintomi peggiorano di notte e come interrompere il circolo dei risvegli 


Referenze

Kriit H, Chen-Xu J, Semenza J et al., The 2026 Europe report of the Lancet Countdown on health and climate change: narrowing window for decisive health action, The Lancet Public Health, 2026

Bousquet J, Sousa-Pinto B, Vieira RJ, Schünemann HJ, et al. Methodology for the Development of the Allergic Rhinitis and Its Impact on Asthma (ARIA)-EAACI 2024-2025 Guidelines: From Evidence-to-Decision Frameworks to Digitalised Shared Decision-Making Algorithms. Allergy. 2026 Feb

Chatelier J, Chan S, Tan JA, Stewart AG, Douglass JA. Managing Exacerbations in Thunderstorm Asthma: Current Insights. J Inflamm Res. 2021 Sep

Makrufardi, Firdian; Manullang, Amja; Rusmawatiningtyas, Desy; Chung, Kian Fan; Lin, Sheng-Chieh; Chuang, Hsiao-Chi, Extreme weather and asthma: a systematic review and meta-analysis, European Respiratory Review, 2023 Jun

Virchow JC, Pfaar O, Lommatzsch M. Allergen immunotherapy for allergic asthma. Allergol Select. 2024 Jan  

Altre fonti consultate  

Global Initiative for Asthma. 2025 GINA Summary Guide for Asthma Management and Prevention.   

Global Initiative for Asthma. GINA 2025 Strategy Report / Update

 

 

 


 

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FAQ 

Che cosa si intende per asma stagionale? 
Si parla di asma stagionale quando i sintomi dell’asma tendono a comparire o peggiorare in determinati periodi dell’anno, spesso in relazione a pollini, muffe, sbalzi climatici, infezioni respiratorie o maggiore esposizione a irritanti ambientali.

I pollini possono davvero provocare crisi d’asma? 
Sì. Nelle persone sensibilizzate, l’esposizione ai pollini può aumentare l’infiammazione delle vie respiratorie e favorire tosse, respiro sibilante, senso di costrizione al petto e difficoltà respiratoria.

Perché i temporali possono peggiorare l’asma? 
Durante alcuni temporali in stagione pollinica, i granuli pollinici possono frammentarsi in particelle più piccole, più facilmente inalabili. Il rischio è maggiore se ci sono alti livelli di pollini, vento forte e asma non ben controllata.

Quando conviene prepararsi alla stagione dei pollini? 
Idealmente alcune settimane prima del periodo in cui di solito compaiono i sintomi. Questo permette di rivedere terapia, tecnica inalatoria, controllo della rinite e piano d’azione con il medico.

Avere un piano d’azione scritto serve davvero? 
Sì. Le linee guida GINA raccomandano di insegnare ai pazienti a monitorare sintomi e/o picco di flusso e di fornire un piano scritto, così da sapere cosa fare in caso di peggioramento.

L’asma stagionale può migliorare trattando anche la rinite allergica? 
Spesso sì. Rinite e asma sono collegate: controllare l’infiammazione nasale può contribuire a una migliore stabilità respiratoria complessiva, soprattutto nei soggetti allergici.