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Delphi Consensus: come si costruisce il consenso tra esperti in medicina

Quando le evidenze scientifiche non permettono di dare una risposta definitiva a una domanda clinica, il parere degli esperti può aiutare a formulare indicazioni condivise. Il metodo Delphi organizza questo confronto attraverso più fasi, generalmente anonime, nelle quali le opinioni vengono raccolte, confrontate e rivalutate. Il risultato non è necessariamente l'unanimità: è un consenso raggiunto secondo criteri stabiliti prima dell'inizio del processo.
14/09/2026
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Questo articolo è stato redatto a scopo informativo. Le informazioni contenute in questa pagina non intendono sostituire un parere medico. I professionisti del settore sanitario che lo desiderano possono fare clic qui per accedere ai contenuti Orion dedicati all'aggiornamento scientifico. 

In medicina, essere tutti d'accordo non significa necessariamente avere ragione. Ma esistono situazioni nelle quali le evidenze disponibili non sono sufficienti per indicare con certezza quale sia la scelta migliore. È proprio in questo spazio di incertezza che può entrare in gioco il Delphi Consensus.

Quanto il metodo possa assumere forme differenti emerge da una recente meta-ricerca pubblicata nel 2026 sul Journal of Clinical Epidemiology. Analizzando 1.904 studi Delphi in ambito biomedico, i ricercatori hanno trovato una notevole eterogeneità: le soglie utilizzate per dichiarare raggiunto il consenso variavano dal 50 al 100%, con l'80% come valore più frequente.

Questo dato aiuta a comprendere un aspetto essenziale: il Delphi non è una semplice votazione tra specialisti. Per produrre risultati credibili deve seguire un percorso metodologico trasparente e definito in anticipo.

Quando le evidenze non bastano: perché si ricorre agli esperti

La medicina basata sulle evidenze privilegia dati provenienti da studi clinici, revisioni sistematiche e altre forme strutturate di ricerca. Non tutte le domande, tuttavia, possono essere risolte attraverso studi sperimentali sufficientemente solidi.

Può accadere quando una malattia è rara, una tecnologia sanitaria è nuova, gli studi disponibili producono risultati discordanti o una determinata questione riguarda aspetti organizzativi e assistenziali difficili da valutare attraverso un trial clinico.

Il Delphi può essere utilizzato, per esempio, per definire criteri diagnostici, individuare priorità di ricerca, stabilire indicatori di qualità, elaborare raccomandazioni o costruire standard professionali. Una revisione metodologica pubblicata nel 2023 sottolinea proprio come anonimato, feedback controllato e possibilità di coinvolgere esperti geograficamente distanti siano tra le caratteristiche che ne favoriscono l'impiego nelle scienze della salute.  

Il primo passaggio è individuare il problema e selezionare il panel, cioè il gruppo di persone chiamate a esprimere una valutazione.

La parola “esperto”, tuttavia, non dovrebbe essere utilizzata in modo generico. Occorre stabilire quali caratteristiche definiscano l'esperienza richiesta: attività clinica, ricerca, pubblicazioni, competenze metodologiche o conoscenza specifica dell'argomento. In alcuni progetti può essere opportuno coinvolgere anche altri professionisti sanitari, pazienti, caregiver o rappresentanti delle istituzioni.

Non esiste nemmeno un numero di partecipanti universalmente corretto per qualsiasi Delphi. La già citata meta-ricerca del 2026 ha evidenziato grandi differenze nelle dimensioni dei panel e ha mostrato che soltanto una minoranza degli studi spiegava in maniera adeguata il motivo della numerosità scelta.  

La qualità di un consensus dipende quindi non soltanto da quante persone partecipano, ma anche da chi sono, come sono state selezionate e quali prospettive rappresentano.

Dai questionari ai round successivi: come nasce il consenso

Una volta costituito il panel vengono predisposti gli argomenti sui quali gli esperti dovranno pronunciarsi.

In un Delphi tradizionale il primo round può essere relativamente aperto: i partecipanti propongono problemi, definizioni o possibili soluzioni. Nei cosiddetti Modified Delphi, molto utilizzati in medicina, il punto di partenza è invece spesso una serie di statement già elaborati sulla base di una revisione della letteratura o di un precedente lavoro preparatorio.

Ogni partecipante valuta quindi le affermazioni proposte. Possono essere utilizzate scale numeriche, spesso di tipo Likert, che permettono di indicare differenti livelli di accordo o importanza.

Una caratteristica distintiva è l'anonimato delle risposte. In una riunione tradizionale, la posizione di un professionista molto autorevole potrebbe condizionare, anche involontariamente, quella degli altri. Un giovane specialista potrebbe essere meno disposto a dissentire apertamente da una figura particolarmente conosciuta. Nel Delphi le opinioni vengono invece raccolte individualmente, riducendo l'influenza delle gerarchie e delle personalità dominanti.

Terminato il primo round, i ricercatori analizzano le risposte e restituiscono al panel un feedback aggregato. Il singolo esperto può quindi vedere come si distribuiscono le valutazioni del gruppo e, nel round successivo, decidere se confermare oppure modificare la propria posizione.

È questo meccanismo di valutazione, feedback e nuova valutazione che distingue il Delphi da un normale sondaggio.

Le indicazioni metodologiche CREDES hanno sottolineato l'importanza di descrivere con precisione questi passaggi, perché la credibilità delle raccomandazioni dipende anche dalla trasparenza con cui il processo viene condotto e documentato.  

Molti studi utilizzano due o tre round, ma non esiste un numero obbligatorio valido in ogni situazione. L'obiettivo non dovrebbe essere continuare a interrogare gli esperti fino a ottenere l'accordo desiderato, ma applicare le regole definite nel protocollo. 

Consenso non significa unanimità

Uno degli equivoci più frequenti riguarda proprio il significato della parola consenso.

Un Delphi Consensus non richiede necessariamente che il 100% degli esperti sia d'accordo. Il protocollo potrebbe stabilire, per esempio, che uno statement venga accettato quando almeno il 75% o l'80% dei partecipanti esprime un determinato livello di accordo.

Non esiste però una soglia universale.

Già nel 2014 una revisione sistematica di 100 studi Delphi aveva mostrato una notevole variabilità nelle definizioni: tra gli studi che utilizzavano una percentuale di accordo, la soglia mediana era del 75%. Oggi il problema rimane aperto: l'analisi del 2026 ha infatti trovato soglie comprese tra il 50 e il 100%.

Per questo è particolarmente importante che il criterio venga definito prima di conoscere i risultati. Stabilire la soglia a posteriori potrebbe infatti consentire di scegliere il criterio che permette di dichiarare raggiunto il consenso.

Anche il mancato accordo ha valore. Se dopo diversi round persistono posizioni differenti, il risultato può indicare una reale area di incertezza nella quale sono necessarie ulteriori ricerche.

Negli ultimi anni si sta prestando maggiore attenzione proprio alla qualità metodologica dei Delphi. Nel 2025 è stato proposto sul BMJ il Delphi Critical Appraisal Tool (DCAT), pensato per aiutare a valutare in modo più sistematico aspetti come selezione del panel, anonimato, feedback, analisi e trasparenza del processo. Consulta il DCAT sul BMJ

Anche le indicazioni metodologiche pubblicate nel 2025 su Arthroscopy insistono sulla necessità di definire chiaramente expertise dei partecipanti, criteri di consenso e modalità di feedback tra i round.  

Come leggere un Delphi Consensus nella pratica

Quando una raccomandazione medica viene presentata come risultato di un consensus, quindi, non basta leggere la percentuale finale di accordo.

È utile verificare chi erano gli esperti, come sono stati scelti, quali evidenze sono state utilizzate per formulare gli statement, quanti round sono stati effettuati, quale feedback è stato fornito e quale soglia di consenso era stata stabilita in precedenza.

Un esempio recente aiuta a capire quanto il metodo possa essere articolato. L'aggiornamento 2026 degli International Patient Decision Aid Standards (IPDAS) ha utilizzato un Modified Delphi con due round di votazione coinvolgendo 202 partecipanti provenienti da 26 Paesi, tra cui ricercatori, clinici, decisori pubblici e pazienti o consumatori. Il processo ha portato alla definizione aggiornata dei criteri per gli strumenti che aiutano le persone a partecipare alle decisioni sulla propria salute.  

È un esempio importante anche perché mostra che, in alcuni contesti, il concetto di “esperto” può comprendere competenze diverse e includere direttamente il punto di vista delle persone interessate dalle decisioni sanitarie.

Conclusioni

Il metodo Delphi offre alla medicina uno strumento per affrontare in maniera strutturata quelle domande alle quali la ricerca non riesce ancora a fornire una risposta definitiva. Attraverso selezione degli esperti, anonimato, round successivi, feedback e criteri prestabiliti, le opinioni individuali possono essere trasformate in una posizione collettiva documentabile.

Ma consenso ed evidenza scientifica non sono sinonimi. Un ampio accordo tra esperti non dimostra automaticamente che una raccomandazione sia corretta e non sostituisce studi clinici di buona qualità quando questi possono essere realizzati.

Il valore di un Delphi dipende quindi soprattutto dal rigore con cui è stato costruito. E, per chi legge una raccomandazione, conoscere il metodo permette di capire non soltanto quanto gli esperti fossero d'accordo, ma soprattutto come quell'accordo sia stato raggiunto.

 

FOCUS. La metodologia che ha prodotto l’articolo “Multidisciplinary Management of Women Suffering from Migraine: Rationale, Design and Results of a National Delphi Consensus” 
 
Questo articolo è parte di una serie di pezzi che prendono spunto da un’iniziativa delle società scientifiche nazionali, coordinata da uno Scientific Board multidisciplinare. All’interno dello Scientific Board una vecchia conoscenza di questo blog: il Prof. Piero Barbanti. 
 
L’importanza del lavoro risiede nel fatto che esso rappresenta il primo consenso multidisciplinare nazionale in Italia sulla gestione dell’emicrania nelle donne.  
I risultati sostengono lo sviluppo di indicazioni cliniche specifiche per sesso e fase della vita e di modelli assistenziali integrati, adattati alle complesse esigenze delle donne con emicrania. 
 
La metodologia utilizzata in questo Delphi Consensus può essere riassunta così:

  • Disegno a due round successivi, condotti interamente online, con risposte anonime e feedback tra una fase e l’altra.  
  • Panel multidisciplinare di 145 clinici italiani, reclutati attraverso società scientifiche e network professionali, appartenenti a cinque specialità: neurologia, ginecologia, endocrinologia, cardiologia e medicina generale. I partecipanti dovevano avere un’attività clinica effettiva nell’ambito considerato.  
  • Nel Round 1 sono stati sottoposti 34 quesiti, di cui 31 valutati con una scala Likert da 1 a 9 e 3 domande di ranking.  
  • Gli item che non raggiungevano il consenso o ricevevano commenti rilevanti venivano riesaminati dal Scientific Board, riformulati e riproposti nel Round 2; potevano essere aggiunti anche nuovi statement.  
  • Le risposte venivano analizzate sia complessivamente sia per specialità, utilizzando il metodo RAND/UCLA Appropriateness Method. La valutazione teneva conto non solo della mediana dei punteggi, ma anche della dispersione delle risposte attraverso l’indice IPRAS.  
  • Uno statement era classificato come “Appropriate” con mediana 7–9 e assenza di disaccordo, “Inappropriate” con mediana 1–3 e assenza di disaccordo; con mediana 4–6 o presenza di disaccordo veniva classificato “Uncertain”. 

 

 

Approfondimenti

Emicrania nella donna: perché ormoni e fasi della vita cambiano diagnosi e trattamento

Emicrania con aura, contraccezione e rischio cardiovascolare: cosa bisogna valutare

Emicrania, gravidanza e fertilità: perché la terapia va pianificata prima del concepimento

Emicrania nella donna: perché serve un percorso multidisciplinare di cura

 

Referenze

Ivona Škrinjar, Katarina Vučić, Livia Puljak, Sample size and consensus methods used in Delphi studies are heterogeneous: meta-research study, Journal of Clinical Epidemiology, Volume 195, 2026

Shang Z. Use of Delphi in health sciences research: A narrative review. Medicine (Baltimore). 2023 Feb  

Ferrando PJ, Morales-Vives F, Casas JM, Muñiz J. Likert Scales: A Practical Guide to Design, Construction and Use. Psicothema. 2025 Aug

Jünger S, Payne SA, Brine J, Radbruch L, Brearley SG. Guidance on Conducting and REporting DElphi Studies (CREDES) in palliative care: Recommendations based on a methodological systematic review. Palliat Med. 2017 Sep

Diamond IR, Grant RC, Feldman BM, Pencharz PB, Ling SC, Moore AM, Wales PW. Defining consensus: a systematic review recommends methodologic criteria for reporting of Delphi studies. J Clin Epidemiol. 2014 Apr

Grant, Sean and Khodyakov, Dmitry, Proposal for a critical appraisal tool for studies using the Delphi method (DCAT), BMJ Publishing Group Ltd, volume 391, 2025

Hohmann E, Beaufils P, Beiderbeck D, Chahla J, Geeslin A, Hasan S, Humphrey-Murto S, Hurley E, LaPrade RF, Martetschläger F, Matache B, Moatshe G, Monllau JC, Murray I, Niederberger M, Rüetschi U, Shang Z, Weber S, Wong I, Perry NPJ. Guidelines for Designing and Conducting Delphi Consensus Studies: An Expert Consensus Delphi Study. Arthroscopy. 2025 Oct

Volk R J, Lewis K B, Smith M, Carley M, Barry M J, Bekker H L et al. Updated International Patient Decision Aid Standards (IPDAS version 5.0): modified Delphi, evidence informed consensus process, BMJ, 2026

Barbanti P, Nappi RE, Cevoli S, Pasqualetti P, Perrone Filardi P, Rainero I, Rossi A, Trojano V, Colao A. Multidisciplinary Management of Women Suffering from Migraine: Rationale, Design and Results of a National Delphi Consensus. Healthcare (Basel). 2026 Jul 6

Fitch, K. (Ed.) The Rand/UCLA Appropriateness Method User’s Manual; Rand: Santa Monica, CA, USA, 2001

Altre fonti consultate

Metodo Delphi - ASSIRM

Using the Delphi investigative paradigm for market forecasting - Quirk’s Media

What is the Delphi Method and How To Use It - SurveyLegend 

 

 


 

Orion Pharma

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FAQ 

Che cos'è un Delphi Consensus? 
È un metodo strutturato utilizzato per raccogliere e progressivamente confrontare le opinioni di un gruppo di esperti. Prevede normalmente più round di valutazione e un feedback tra un round e quello successivo.

Il consenso deve essere unanime? 
No. La soglia viene stabilita dal protocollo e può essere, per esempio, del 75% o dell'80%. Non esiste una percentuale universalmente riconosciuta come valida per tutti gli studi.

Perché le risposte degli esperti sono anonime? 
L'anonimato riduce il rischio che prestigio, gerarchie professionali o personalità particolarmente influenti condizionino le valutazioni degli altri partecipanti.

Quanti esperti servono per un Delphi? 
Non esiste un numero valido per qualsiasi studio. Dipende dall'obiettivo, dalla complessità dell'argomento e dalle categorie che devono essere rappresentate. È importante che gli autori spieghino come e perché hanno scelto il panel.

Quanti round vengono effettuati? 
Spesso due o tre, ma il numero può variare. Devono essere definiti criteri chiari per decidere quando interrompere il processo.

Un Delphi Consensus equivale a una linea guida clinica? 
Non necessariamente. Il Delphi è un metodo per raggiungere un consenso e può essere utilizzato durante la produzione di linee guida, standard o raccomandazioni. Una linea guida clinica completa richiede però anche una valutazione strutturata delle evidenze disponibili.

Cosa significa se gli esperti non raggiungono il consenso? 
Non significa necessariamente che lo studio sia fallito. Il disaccordo può identificare una zona di reale incertezza e indicare quali aspetti richiedano ulteriori studi.

Che cosa ha stabilito il primo Delphi Consensus nazionale italiano sull’emicrania nelle donne? 
Il Delphi ha riunito 145 clinici italiani di cinque specialità – neurologia, ginecologia, endocrinologia, cardiologia e medicina generale – per individuare aree di accordo nella gestione multidisciplinare dell’emicrania femminile. Dopo due round di valutazione, il consenso è stato raggiunto su 79 dei 145 statement complessivamente esaminati. Il risultato principale è il sostegno a un approccio più integrato e personalizzato, che tenga conto del sesso, delle diverse fasi della vita e della collaborazione tra specialisti; alcune aree, tuttavia, sono rimaste controverse e richiedono ulteriori approfondimenti.